Vigili che odiano i sindaci. La verità sulla notte Capodanno La rabbia dei vigili e le motivazioni di Marino. Parole, numeri e responsabilità di un braccio di ferro che parte da lontano.

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Autore: La Redazione

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Di seguito la lettera, scritta da un vigile urbano capitolino e pubblicata da Fanpage.it, relativa allo scandalo dell’assenteismo della categoria durante il Capodanno romano.


 

“Per chi avesse voglia di conoscere la verità sui vigili brutti e cattivi, che non è quella che vi raccontano. Non vi raccontano che i vigili sono in agitazione, insieme agli altri comunali, da un mese. Non vi raccontano che Marino, mostrando insofferenza e un po’ di schifo verso la categoria, non si è mai presentato agli incontri con i sindacati.

Non vi raccontano che dal primo gennaio è entrato in vigore un nuovo contratto, imposto unilateralmente che prevede riduzioni di stipendio per tutti, su un contratto fermo già da 8 anni.

Non vi raccontano che il vicesindaco Nieri, eletto con Sel, ha da subito manifestato una sorta di fastidio epidermico nell’incontrare i rappresentanti dei vigili. E che, alla richiesta di un agente circa il perché di tanto accanimento, lui rispondeva su Facebook: “dovete imparare a nuotare in mezzo bicchiere d’acqua”.

E non vi raccontano che i vigili sono in agitazione perché il provvedimento anticorruzione voluto da Brunetta è stato recepito dall’amministrazione nel modo più estensivo e punitivo possibile. Non per i corrotti o i ladri, ma per tutti. E finora ha portato al trasferimento in altre sedi di persone integerrime, senza macchia alcuna, a pochi mesi dalla pensione. Con una cattiveria ed un cinismo unici.

Non vi raccontano, soprattutto, che i vigili hanno dichiarato che, come forma di protesta avrebbero disertato la prestazione straordinaria volontaria di capodanno, anche perché sciopero ed assemblea non sono stati autorizzati.

Non vi raccontano che “siccome i vigili si comprano con un caffè” , nessuno al comando ha preparato il servizio ordinario per il 31, nessuno ha sospeso richieste e riposi come prassi. Perché tanto i vigili verranno a frotte volontari, visto che la notte del 31 è ben pagata. Alla faccia dei sindacati. Ed invece, per la prima volta, i vigili hanno tenuto il punto, e le adesioni volontarie sono state 0 (leggi zero).

Così Campidoglio e comando si sono trovati, a poche ore dal capodanno, nel panico più totale, per colpa della loro schifosa arroganza. E per metterci una toppa hanno commesso ogni genere di sopruso, modificando arbitrariamente turni di lavoro, cercando di richiamare abusivamente in servizio gente in ferie o a riposo. Ed utilizzando la reperibilità, strumento utilizzabile solo per catastrofi. Per gestire un concerto. Dall’altra parte, ovviamente, ogni genere di resistenza, lecita e meno lecita, con ogni mezzo per difendersi da una serie di porcate mai viste.

E per giustificare questa disorganizzazione figlia della presunzione e dell‘arroganza, per giustificare l’aver tenuto le persone in servizio appiedato 19 ore, non si é trovato di meglio che sparare cifre a capocchia sui malati. 835, come ripreso anche dal premier. Solo che in quel numero c’erano anche ferie, riposi, maternità, donazioni. Oggi si parla di 44 casi sospetti, non 835. Ma per estendere il Jobs act ai pubblici dipendenti 835 suona meglio. Anche evitare di parlare della protesta è meglio. Perché twittare dalla pista di Courmayeur è scomodo, bisogna essere sintetici.”

David


 

La verità, come spesso accade, si trova a metà strada. La vicenda di Capodanno non serve di certo ad iniziare una caccia alle streghe o a dipingere senza appello i vigili come brutti e cattivi, ma può essere utile per porre la lente su un quadro generale marcio e lacunoso.

Che il sindaco Ignazio Marino – usando un eufemismo – non spicchi in comunicazione, tende ad essere lapalissiano. Che la giunta del sindaco ne abbia fatte nell’ultimo anno ‘più di Carlo in Francia’, è cosa nota. Ma è altrettanto evidente che si siano registrate delle “anomalie” nella sfera lavorativa del corpo dei vigili urbani capitolini. Partendo da quel 25 novembre 2009, quando, nell’arco di una sola giornata, 393 vigili con contratto a termine presentarono la domanda di assunzione a tempo indeterminato e – udite udite – in poche ore vennero assunti tutti. Nessuno escluso. Un iter che consiste nella verifica dei requisiti da parte dell’ufficio del personale e, in caso di esito positivo – il successivo rilascio del provvedimento di stabilizzazione ad opera del Comune di Roma. Una serie di operazioni che – nella migliore delle ipotesi – richiederebbe mesi, realizzata in un battito di ciglio, sì, quello di Mauro Cutrufo, senatore Pdl e allora vicesindaco. Sua la firma sulprovvedimento.

Considerata, dunque la straordinaria rapidità della procedura, in contrasto con la precaria situazione dei conti capitolini, in base alle norme allora vigenti quelle stabilizzazioni erano illegittime. Giudizio valido per tutte le 2.781 pratiche del genere, di cui ben 500 relative ai vigili urbani, concluse fra il 2007 e il 2010.

Altro tema non trascurabile è quello del salario accessorio: un compenso legato a mansioni specifiche che è però sempre stato distribuito senza particolari meriti. Un perpetuo foraggiamento da 340 milioni di euro tra 2008 e 2012.

Altro aspetto da non sottovalutare è quello dei semplici aumenti di stipendio, le cosiddette “progressioni orizzontali”. Dal 2000 al 2012 sono state distribuite ben 5 volte, per un totale di 94.994 incentivi: effetto di 94.994 valutazioni positive sul rendimento individuale. Quelle negative furono 15. Per una spesa complessiva di 245,8 milioni fra il 2008 e il 2012.

La verità è in mezzo, una metà strada dal sapore di compromesso. Un braccio di ferro che c’entra ben poco con diritti ed ideali, reso aspro da una cattiva comunicazione e sterile dagli obiettivi contrastanti. Al centro ci siamo noi, ci sono i cittadini, inermi testimoni dell’ennesima vergogna.

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