Marino non è più il sindaco di Roma In 26 consiglieri lasciano, quorum raggiunto. La giunta decade.

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Autore: La Redazione

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MARINO NON E’ PIU’ SINDACO.

Ora è davvero finita. Non esistono più colpi di scena, retromarce o ripensamenti. Non dipende più da Ignazio Marino il futuro dell’amministrazione capitolina. Ventisei consiglieri comunali, uno più del quorum, si sono dimessi in Campidoglio, determinando, di fatto, lo scioglimento dell’assemblea capitolina, della giunta, già orfana di otto assessori, e di conseguenza la decadenza del sindaco-chirurgo dalla sua carica. Ora il Prefetto di Roma dovrà nominare un commissario.

Oltre ai 19 del Pd si sono dimessi altri 7 consiglieri, di cui due della maggioranza (Centro democratico e Lista Civica Marino) e 5 dell’opposizione. Tra questi ultimi anche due della Lista Marchini, Alfio Marchini compreso, due della lista di Fitto Conservatori riformisti, uno del Pdl. M5S e Sel non hanno firmato le dimissioni.

MARINO INDAGATO?

Della serie, “non ci facciamo mancar niente”, oggi a rincarare la dose ci ha pensato Repubblica e Corriere della Sera, pubblicando una indiscrezione rilevante: Ignazio Marino sarebbe indagato. Stando a quanto si legge, avrebbe ricevuto un avviso di garanzia il 28 ottobre scorso. Secondo il Corriere della Sera, l’ex chirurgo sarebbe finito nel registro degli indagati, questa volta per l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato, anche nel procedimento avviato nei mesi scorsi dai pm coordinati dal Procuratore, Giuseppe Pignatone, sulla “Image onlus”, fondata nel 2005 dall’esponente del Pd per fornire aiuti sanitari in Honduras e nel Congo. Accusa, questa, che farebbe il paio con quella di peculato e concorso in falso in atto pubblico, ovvero la tristemente nota vicenda “scontrini”.

Intanto, per non saper né leggere né scrivere, l’assessore ai Trasporti uscente, Stefano Esposito, ha dato del “bugiardo” al primo cittadino.

 

DIMISSIONI RITIRATE.

Quando la parentesi marziana nella Capitale stava per volgere al naturale epilogo. Quando i consiglieri del Pd si erano definiti pronti a dimettersi in massa qualora Ignazio Marino avesse deciso di tornare indietro sulle sue decisioni e restare alla guida del Campidoglio. Quando il braccio di ferro tra il primo cittadino e i consiglieri dem sembrava schiacciare l’ex chirurgo ad un angolo. Quando in città era già partito il toto-sindaco. Ecco il colpo di coda che non ti aspetti. Ignazio Marino ha ritirato le sue dimissioni.

Eppure ben 19 consiglieri comunali – dei 25 necessari – avevano rassegnato le dimissioni per staccare la spina a una delle amministrazioni più discusse della storia del Campidoglio. Una mossa che avrebbe spiazzato chiunque. Tutti, ma non Ignazio, ormai in barricato nel suo ufficio, una sorta di Tony Montana in Scarface.

 

 

 

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