Scalata Lazio, condannati quattro Irriducibili Con sette condanne e una assoluzione si è concluso il processo di primo grado relativo al tentativo di scalata alla Lazio Calcio.

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Autore: La Redazione

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Si è concluso il processo di primo grado relativo al tentativo di scalata alla Lazio Calcio con ben 7 condanne ed 1 assoluzione. Le sentenze della sesta sezione collegiale condanna per estorsione Fabrizio “Diabolik” Piscitelli e Yuri Alviti a 3 anni e 2 mesi, Fabrizio Toffolo a 3 anni e 6 mesi ed infine Paolo Arcivieri a 2 anni e 2 mesi. Stessa sorte per Guido Carlo Di Cosimo (4 anni e 2 mesi), Giuseppe Bellantonio (2 anni e 2 mesi) e l’ex segretario della polisportiva Lazio, Fabrizio Di Marziantonio, per lui 1 anni e 6 mesi. Il Tribunale ha inoltre stabilito che gli imputati dovranno risarcire l’attuale presidente della SS Lazio, Claudio Lotito, la sua famiglia e la società sportiva biancoceleste in sede civile.

L’inchiesta parì nel febbraio 2006, quando Giorgi Chinaglia, scomparso lo scorso aprile, si presentò ai tifosi come rappresentante e portavoce di un gruppo farmaceutico ungherese, tale Gedeon Richter, per rilevare la società e renderla una società ricca e potente, con annessa estromissione di Lotito. Quest’ultimo ricevette non poche pressioni dalla pazzia: minacce e atteggiamenti atti a costringerlo a cedere il 30% delle azioni allora possedute.

Lotito ebbe la tenacia di non cedere e di coinvolgere le forze dell’ordine a più riprese. Nel frattempo la la credibilità della cordata andò lentamente sgonfiandosi. L’ipotetico coinvolgimento della Camorra, la scomparsa di Chinaglia, gli arresti scattati nell’ottobre 2006 ed oggi la sentenza: il cerchio “vendicativo” lotitiano si è chiuso.

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