“Roma sull’orlo del baratro”. Secondo il Telegraph la Capitale sta morendo Addio "Vacanze Romane". Il quotidiano britannico dipinge un quadro della Capitale a dir poco inquietante.

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Autore: Luca di Gregorio

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Strade dissestate, aeroporto inefficiente, trasporti precari, tanta sporcizia e poco decoro, il tutto condito da una politica avvolta dal malaffare e dalla corruzione. Questa è l’inquietante cartolina della Città Eterna fotografata dal Telegraph. Il quotidiano britannico sottolinea, sì, l’immortale unicità di Fontana di Trevi, Piazza di Spagna e tutte le altre bellezze nelle quali Roma da sempre si specchia, ma a differenza di qualche anno fa ora la Capitale guarda le sue glorie con malinconia, come un’anziana e malconcia diva sfoglia un vecchio album di fotografie ammuffite.

L’ARTICOLO

roma

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/italy/11741933/Rome-is-on-the-verge-of-collapse-and-needs-urgent-repair-leaders-warn.html

Cupolone e Colosseo non bastano più. Per la testata inglese la qualità della vita è da terzo mondo. L’articolo, infatti, ricorda anche come un sondaggio condotto dalla Commissione Europea collochi Roma nelle zone basse della classifica delle capitali del Vecchio Continente per quanto riguarda, appunto, la vivibilità.

Buona cucina, ottimo caffè, clima unico, tutto vero, ma allo stesso tempo un incubo. Un esempio? Le due ruote. Il rischio di incidenti – causa traffico e dissesto stradale – per i motociclisti è elevatissimo. I ciclisti, invece, sono considerati una razza a rischio di estinzione e, in quanto tale, vengono ghettizzati in “oasi” scollegate da una bozza di quotidianità. Per non parlare del sistema di bike sharing: un servizio imprescindibile nelle altre capitali europee, un fallimento alle nostre latitudini. Lungo il Biondo Tevere sorgono villaggi di rom e abusivi, baracche nascoste dai boschi di erba alta e degrado di ogni genere. Scippi, borseggi e rapine sono dietro ad ogni angolo della città, schiacciata ormai da un’incontrollata immigrazione e un ancor più preoccupante sistema di accoglienza.

Ed infine una stoccata al grande classico del sistema mafioso, i cui tentacoli entrano sistematicamente nella politica cittadina. Immancabile il riferimento a Mafia Capitale, ma non solo, anche la tendenza di Camorra e ‘Ndrangheta di investire in locali capitolini per il riciclaggio di denaro sporco.

Insomma chi più ne ha più ne metta, in questo malinconico calderone all’interno del quale è sempre più facile vomitare giudizi e sentenze. Ma Roma è eterna, giusto? E nonostante in molti si apprestino a celebrarne il funerale, la sua fine non è ancora all’orizzonte. Anzi, terminato il tiro a bersaglio, arriverà – si spera – il momento delle soluzioni.

 

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