Roma: ad aprile arriva il primo quartiere a luci rosse Entro tre mesi partirà la sperimentazione sulla prima area della città dove la prostituzione sarà tollerata.

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Autore: La Redazione

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Roma come Amsterdam. Non proprio, ma quasi. Entro tre mesi, presumibilmente in Aprile, partirà la sperimentazione del primo quartiere capitolino a luci rosse. Si tratta di un’area della città – nello specifico una strada del XI municipio – dove sarà tollerata la prostituzione. L’obiettivo, come è intuibile, è quello di liberare la zona Eur – e in futuro gli altri quartieri di Roma – dal fenomeno della prostituzione selvaggia e il relativo racket che ne gestisce lo sfruttamento. Sarà prevista, inoltre, una sorta di tutela sanitaria e sociale delle prostitute.

L’iniziativa sarà preceduta dall’approvazione di un’ordinanza. Ed ecco che al di fuori della zona a luci rosse saranno previste sanzioni fino a 500 euro per i clienti colti il flagranza. Il costo del progetto è di circa 5mila euro al mese, denaro deputato all’impiego di unità di strada, operatori sociali e controllori che dovranno monitorare la zona onde evitare casi di sfruttamento o ritorsioni dai vecchi “padroni”. Il finanziamento sarà alimentato in parte dal Campidoglio e in parte dal Municipio interessato. “Cifre – sottolinea il minisindaco dell’Eur Andrea Santoroassolutamente sostenibili per una città come Roma”.

“Abbiamo avuto questa idea in un incontro costruttivo con l’assessore capitolino Francesca Danese – continua Santoro - l’approccio dell’assessore mi è sembrato molto positivo, concreto e poco ideologico. Il progetto in questione è prima di tutto un’operazione di recupero sociale”. 

“E Danese si è detta d’accordo nel costruire una proposta di questo tipo in tempi stretti” – chiarisce Santoro all’Agenzia Dire – “Possiamo partire ad aprile, così contemporaneamente libereremo l’Eur da un fenomeno che investe il quartiere da almeno 30 anni e proveremo a contrastare la tratta”.

“Ci aggiorneremo la prossima settimana per cercare di concordare le misure da mettere in campo, a partire dal potenziamento delle unità di strada, che ora escono un paio di volte al mese ma dovranno arrivare ad un ritmo di due a settimana - aggiunge il presidente del IX Municipio -. Sempre la settimana prossima avremo anche un incontro con la Polizia locale e con il commissariato dell’Eur. Anche loro si sono detti disponibili ad un lavoro insieme. Avremo, quindi, un’intensificazione del controllo delle forze dell’ordine e più volanti sulle strade. Inoltre sarà potenziata l’illuminazione al led”.

L’obiettivo è anche quello di far risorgere il quartiere dell’Eur. “Oggi – conclude Santoro – ogni mattina, in ogni angolo del quartiere, ritroviamo le strade piene di preservativi usati gettati in terra. Mentre di notte le prostitute sostano sotto le abitazioni. Il quartiere verrà liberato da questo fenomeno insopportabile per i cittadini”.

Per Marino “si può fare”

“Bisogna delineare un percorso che è molto delicato perché dall’altro lato c’è lo sfruttamento, spesso di ragazze addirittura minorenni, che è un crimine orribile. Sfruttare il corpo delle donne è una cosa orribile.” Ha detto il primo cittadino di Roma. “Io credo che chi lo fa vada preso, messo in carcere con le chiavi buttate per sempre. E’ necessario – continua il sindaco – “Individuare dei luoghi dove il fenomeno non è tollerato assolutamente. Potrebbe essere un deterrente per liberare delle zone. Noi abbiamo bisogno di un maggiore sforzo delle forze dell’ordine”.

Il primo passo consiste nell’individuazione dei luoghi adatti. “Forse si può trovare un equilibrio: individuare dei luoghi dove» il fenomeno «non è tollerato, come parchi pubblici in cui le famiglie vanno e in cui i clienti ricevono a casa una multa in cui si dice chiaramente che la sanzione di 500 euro è legata al fatto che si intrattenevano con prostitute.” Conclude Marino.

Reazioni dalla politica

Stefano Pedica (Pd)No ai ghetti della prostituzione. Creare un quartiere a luci rosse significa solo spostare il problema da una strada all’altra. Lo sfruttamento sessuale e il degrado si combattono facendo rispettare rigorosamente le regole e le ordinanze, cosa che in quartieri come l’Eur in tutti questi anni non e’ mai avvenuta”. Lo sfruttamento della prostituzione non può essere tollerato in nessuna via. Non è sufficiente spostarlo in qualche strada disabitata per poter dire di aver risolto il problema. In molti quartieri come l’Eur la situazione è arrivata al limite della sopportazione e i residenti, sempre più esasperati, chiedono interventi drastici. Il solito pannicello caldo non basta più”.

Dario Rossin (vicegruppo di Forza Italia in Campidoglio)“Il quartiere dell’Eur, famoso nel mondo come esempio di architettura razionalista e meta di architetti da ogni dove, diventerà invece un famigerato bordello a cielo aperto. Un ghetto torbido di degrado umano e sociale che farà vergognare Roma, come questa sinistra“.

Gianluca Peciola  (capogruppo Sel in Campidoglio): “Condividiamo proposta di sperimentare a Roma primo quartiere a luci rosse. Passo avanti per liberare donne da sfruttamento e violenza“.

Barbara Saltamartini (Ncd): “La decisione presa dal presidente del IX Municipio, Andrea Santoro, di istituire delle strade dove consentire la libera prostituzione ha dello sconvolgente. Davanti a una decisione tanto assurda, l’amministrazione Marino si dice favorevole e giustifica la folle scelta con l’ormai vecchia quanto falsa motivazione di voler liberare le prostitute dallo sfruttamento e le strade dal degrado. Niente di più falso e pericoloso. Questa soluzione all’amatriciana, che non fa altro che nascondere la polvere sotto il tappeto, non solo non risolve il problema dello sfruttamento delle giovani ragazze ma permette il proliferare di veri e propri ricettacoli di criminalità organizzata, che diventerebbero zone franche ingestibili”.

La polemica dei Vescovi

“Un’ipocrita (e forse ideologica) operazione per il ‘decoro’ urbano. Non un impegno contro il degrado umano, a fianco delle vittime. Ne proviamo vergogna”.

Con queste parole Avvenire, quotidiano di ispirazione cattolica, boccia senza appello la sperimentazione che avrà luogo ad aprile.

“Alla vigilia della giornata di preghiera e azione contro la tratta degli esseri umani, Roma – la capitale d’Italia, la città culla e cuore dell’umanesimo cristiano – si fa capofila di un progetto che assomiglia alla polvere celata sotto un tappeto di luci rosse. Un lavarsi la coscienza, come le strade. Non una scelta decisa per affrontare il dramma della prostituzione“, scrive il giornale della Cei in un editoriale di prima pagina, dal titolo “Degrado capitale”.

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