Lavorare gratis? Alla Festa del Cinema di Roma si può Annunci di "non lavoro" pubblicati sul gruppo di Facebook "Lettere e Filosofia" della Sapienza di Roma e diffusi in rete.

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Autore: La Redazione

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In questi tempi di crisi capita spesso di sentir parlare di lavori non retribuiti, specie nell’ambito di piccole realtà.

Quando però a richiedere la prestazione gratuita sono ambienti lavorativi ben più prestigiosi, come il settore dei beni culturali o dei grandi eventi, la faccenda è ben diversa. Succede con l’apertura dei musei da parte delle associazioni, con l’EXPO di Milano che ha chiesto l’aiuto di ben 15mila volontari, capita anche nella Capitale, per la Fondazione Cinema per Roma e la sua omonima festa in onore della settima arte, una delle più importanti sul suolo nazionale.

Lo segnalano gli studenti della facoltà di lettere dell’università Sapienza di Roma (link: http://www.letterefilosofia.it/2015/05/festa-del-cinema-di-roma-chi-vuol-essere-volontario-non-pagato/

) i quali si sono trovati questo messaggio sulla pagina del proprio gruppo Facebook.

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Volontariato non retribuito, ma in cui si impara tanto”: così si legge.

Immediate le critiche da molti componenti del gruppo, che conta non solo studenti, ma anche laureandi e laureati, al grido de “il lavoro deve essere retribuito!” Già, perché la delusione è tanta, e non in pochi affermano come non ci si paghi “le bollette a imparare tanto”.

Eppure anche l’autore del messaggio dice di appartenere alla “schiera dei non pagati”.

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Il lavoro per cui sarebbe richiesta la prestazione volontaria riguarderebbe l’ufficio accrediti, quella sezione nell’organizzazione di un evento che si occupa di assegnare gli ingressi gratuiti per chi assiste, solitamente per la stampa, anche se il termine è applicabile anche ai pass per addetti ai lavori.

Due mesi la durata, uno per la formazione su un software, l’altro di pratica a contatto con il pubblico, compresi giorni con gli attori sul red carpet e che potrebbe richiedere una certa presenza, sebbene l’autore del messaggio precisi come abbia potuto fare molto altro nel frattempo.

E per quanto chiedere dei volontari non sia di per sé nulla di contrario alle regole, certo che lascia l’amaro in bocca, pensando come settori in cui l’Italia eccelle – l’arte e la cultura – non possano diventare quanto meno l’occasione per dei lavori, per quanto piccoli e brevi, per chi è nel pieno o alla fine della sua formazione.

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