Incidente Boccea, interrogato il 17enne: “Ho avuto paura”. Indagato anche il padre Si è svolto l'interrogatorio di garanzia del giovane che mercoledì scorso era alla guida dell'auto che ha travolto e ucciso una donna e ferito altre otto persone.

<span class="entry-title-primary">Incidente Boccea, interrogato il 17enne: “Ho avuto paura”. Indagato anche il padre</span> <span class="entry-subtitle">Si è svolto l'interrogatorio di garanzia del giovane che mercoledì scorso era alla guida dell'auto che ha travolto e ucciso una donna e ferito altre otto persone.</span>

Autore: La Redazione

Le news di Roma
Condividi

Questa mattina si è tenuto l‘interrogatorio di garanzia e l’udienza di convalida del fermo del 17enne rom accusato di concorso in omicidio volontario insieme al fratello di 19 anni e alla moglie di 17 per l’incidente di mercoledì scorso in via Mattia Battistini che ha portato alla morte di una donna e al ferimento di altre 8 persone.

“Non mi sono fermato perché ho avuto paura. Guidavo e non avevo la patente“, queste le prime dichiarazioni durante l’interrogatorio durato circa un’ora. “Io e mio fratello poi ci siamo nascosti perché temevamo di essere ammazzati”, ha proseguito.

Il minore è stato bloccato dalle forze dell’ordine lunedì scorso insieme al fratello ed è considerato era alla guida dalla Lancia Lybra. L’atto istruttorio si è svolto nel centro di prima accoglienza minorile via Virginia Agnelli e vi hanno preso parte il legale del ragazzo, l’avvocato Antonio Gugliotta, la madre, il pm Romano e il Gip Manfredonia.

Inoltre, “è indagato per concorso in omicidio volontario anche il padre dei due fratelli fermati”. A riferirlo è l’avvocato Carola Gugliotta il cui studio assiste praticamente tutta la famiglia coinvolta nel tragico impatto: il padre Bahto Halilovic, i due figli dell’uomo, Samuel (di 19 anni) e Enthony (17enne), nonché la moglie di quest’ultimo, Maddalena (17enne).

Il padre in più occasioni si è autoaccusato, riferendo di essere lui alla guida ubriaco quel mercoledì sera, ma la sua versione da subito non ha mai convinto gli inquirenti. Al momento il nodo delle indagini punta a  capire se nella Lancia Lybra vi fossero tre o quattro persone.

“Probabilmente il signor Bahto è a piede libero a causa delle sue gravi condizioni di salute – aggiunte il penalista – Del resto altrimenti sarebbe indagato per autocalunnia. Sul suo corpo sono state riscontrate diverse lesioni e ferite riconducibili all’esplosione dell’airbag compatibili con l’incidente”

Like & Share!

Commenti

comments

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial