Il degrado di Roma finisce sul New York Times: “Marino come Forrest Gump” A pochi giorni dall'articolo impietoso del Telegraph, dagli States arriva una seconda stoccata.

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Autore: Luca di Gregorio

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Dopo il “bombardamento” britannico, la Capitale si trova a difendersi da un attacco d’Oltreoceano.

Sì, perché se solo pochi giorni fa il quotidiano inglese The Telegraph dedicava un’intera pagina alla situazione Roma, definendola “una città sull’orlo del baratro”, ieri anche il prestigioso International New York Times ha puntato il dito contro la Città Eterna.

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Degrado, Mafia e malagestione. Questo il pesante tridente che, secondo la testata americana, affonderebbe nelle carni capitoline. L’articolo è costellato dall’ormai consueto corredo di foto-degrado. Immondizia, incuria ed indecenza condensate in immagini che ormai raccontano Roma meglio di qualsiasi cartolina.

Il passaggio su Ignazio Marino suona come un mitra contro la proverbiale croce rossa. Al primo cittadino, rinominato il “Forrest Gump” dei sindaci, vengono addossate affermazioni che pesano come macigni. “Onesto ma debole”, “improbabile leader di una città famosa per i suoi intrighi politici” e ancora “un uomo che conosce ben poco il mondo in cui opera”. Il chirurgo ne esce come una figura sbiadita, un individuo la cui virtù – ovvero la sua estraneità da certi meccanismi – si è rapidamente trasformata nel suo più grande limite. L’essersi circondato di personaggi collusi e nella migliore ipotesi inadeguati, il tutto ovattato da una pessima comunicazione, hanno fatto il resto.

Il sindaco – secondo l’articolo – sarebbe stato talmente impegnato a schivare i proiettili dell’inchiesta Mafia Capitale da trascurare tutti gli altri problemi atavici della città, che nel frattempo non hanno potuto fare altro che crescere e di conseguenza sfuggirgli di mano.

Immigrazione, delinquenza, abusivismo, pulizia e decoro, sono le cinque punte di una stella (de)cadente chiamata Roma, che dopo l’ennesimo “bombardamento”, incapace di combattere, non può fare altro che dichiararsi “città aperta”. Proprio come in un sinistro deja-vù.

L’ARTICOLO DEL NYT

http://www.nytimes.com/2015/07/23/world/europe/romans-put-little-faith-in-mayor-as-their-ancient-city-degrades.html?_r=0

 

 

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